Un crocevia anche letterario

Trieste porto franco, crocevia di culture, lingue e commerci: è in questo contesto che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, la città diventa crocevia anche letterario, ospitando o formando tre nomi che avrebbero segnato la letteratura europea.

James Joyce

Lo scrittore irlandese visse a Trieste per oltre un decennio, a partire dal 1904, lavorando come insegnante di inglese: tra i suoi allievi, proprio Italo Svevo. Fu a Trieste che iniziò a scrivere Ulisse e che completò Gente di Dublino e Ritratto dell’artista da giovane. La città lo ricorda con una statua in bronzo sul Ponte Rosso, nell’atto di attraversarlo.

Italo Svevo

Nome d’arte di Ettore Schmitz, triestino di nascita, Svevo è l’autore de La coscienza di Zeno, uno dei romanzi fondamentali del Novecento italiano. Fu proprio l’amicizia con Joyce, suo insegnante d’inglese, a incoraggiarlo a proseguire nella scrittura dopo anni di scarso riconoscimento.

Umberto Saba

Poeta triestino, Saba è indissolubilmente legato alla città anche attraverso un luogo fisico ancora esistente: la Libreria Antiquaria Umberto Saba, in via San Nicolò, che gestì per gran parte della sua vita e che oggi continua l’attività sotto la stessa insegna.

Come vivere questo itinerario

Non serve un tour organizzato: bastano una mattinata e la voglia di camminare senza fretta tra il Borgo Teresiano, il Ponte Rosso e i caffè storici che tutti e tre frequentarono: lo stesso Caffè San Marco, ancora oggi, restituisce quell’atmosfera quasi intatta.

Una mattinata a piedi, tra il Ponte Rosso e i caffè storici: lo stesso percorso che Joyce faceva ogni giorno, tra casa e i suoi allievi.

· The Concept Studio · Trieste, 2026